Blog di Michele De Iuliis. Pubblicista dal marzo del 2010. Studio Scienze della Comunicazione, col pallino della politica.
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Spot e spunti: La vie est belle di Lancome

Fra gli spot in rotazione in questi giorni, questo è uno dei più ironicamente paradossali, ma anche dei più emblematici dei tempi che corrono. “E se esistesse una via d’uscita a un mondo di regole e convenzioni?”, si chiede una splendente Julia Roberts. La risposta è: un profumo. 

Per averlo, però, devi andare in un negozio e tirare fuori dei soldi. Insomma, devi dare una conferma (e anche bella concreta) delle regole della società capitalistica. 

Perché prendersi proprio quel profumo? Perché ti dà un qualcosa in più rispetto agli altri: non a caso la Roberts alla fine guarda tutti dall’alto di una scala (immagine che, volendo, rievoca anche l’idea di arrivismo). Profumarsi per risultare desiderabili, però, è a tutti gli effetti una convenzione sociale. Di fondo, lo spot ripropone uno dei credo della società contemporanea: primeggiare. E se per farlo non ti bastano le qualità che hai di tuo, beh, allora compratene altre.

L’interrogativo iniziale, dunque, si rivela essere solo un artificio per far passare il messaggio “renditi più appetibile rispetto alle altre”. E la via d’uscita da un mondo di regole e convenzioni, così, si concretizza nel ribadire proprio le regole e le convenzioni di quel mondo.

Michele De Iuliis

Sochi, un boicottaggio poco idealista e molto opportunista

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di Michele De Iuliis

Cominciamo a sgomberare il campo dagli equivoci: non sono i diritti gay la posta in gioco del boicottaggio occidentale dei Giochi olimpici invernali di Sochi. A chi ha disertato la cerimonia d’apertura dei giochi, i diritti civili interessano, probabilmente, non molto più di quanto importino a Putin.

Pensare che una politica conservatrice e autoritaria come quella dello “zar” Vladimir cambi per un boicottaggio occidentale è una pia illusione, che al massimo può servire alle democrazie occidentali per lavarsi un po’ la coscienza. La Russia, infatti, non è un interlocutore come gli altri: non avrà il carisma che fu dell’URSS, ma la Russia di Putin, ad eccezione degli Stati Uniti, non deve guardare in faccia a nessuno. A settembre, durante l’ultimo G20, il portavoce di Putin arrivò a dichiarare che la Gran Bretagna (il primo alleato degli USA) non è altro che “un’isoletta cui nessuno dà retta”, dove gli oligarchi russi vanno a comprarsi le squadre di calcio. Giusto per rendere l’idea.

Se l’Occidente attacca Putin, dunque, è per ben altre ragioni, di natura squisitamente strumentale. A guidare il boicottaggio, guarda caso, sono gli Stati Uniti. E nell’ultimo anno gli americani sono andati vicino ad un intervento militare in Corea del Nord e Siria. In entrambi i casi, il niet di Putin ha bloccato tutto.

Certo, non lo ha fatto con dei nobili intenti, ma per mero interesse, lo zar Vladimir. Ma sta di fatto che Putin è colui che si è messo di mezzo fra gli Stati Uniti e la loro ambizione di consolidare la propria egemonia nel Medio Oriente (allestendo in Siria una testa di ponte verso l’Iran) ed espanderla nel Pacifico (andando a far la guerra nel giardino di casa di Cina e Russia). Il perché del boicottaggio è tutto qui: oscurare la vetrina internazionale della Russia.

Mero opportunismo politico, dunque, non meno calcolato di quello messo in pratica da Putin quando bloccò le intenzioni belliche statunitensi in Corea del Nord e Siria. Un cinismo politically correct, dal volto umano e tutto sommato accettabile. Ma pur sempre opportunismo. E nient’altro.

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namezzacosa:

Il Paese più pazzo del mondo: un foto-racconto grottesco del 2013 italiano.

di Michele De Iuliis

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  • 25/02/2013 Le urne smentiscono lo slogan del PD «Lo smacchiamo» 
  • 02/03/2013 Beppe Grillo incappucciato sfugge ai cronisti
  • 16/03/2013 Berlusconi al Senato in occhiali da sole per (presunta) uveite
  • 06/04/2013 Matteo Renzi ospite della De Filippi in versione Fonzie
  • 19/05/2013 Epifani cade a terra ad Avellino: calzante metafora del PD
  • 01/08/2013 B. condannato, ma l’Esercito di Silvio fraintende e esulta.
  • 06/09/2013 I grillini okkupano il tetto di Montecitorio
  • 02/10/2013 Brunetta annuncia la sfiducia, ma Berlusconi lo smentisce
  • 04/10/2013 Crimi per poco non fa saltare i lavori sulla decadenza di B.

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Fonzie modello culturale (da “Aprile” di Nanni Moretti)

Eppure c’è una linearità nel risultato delle primarie del PD. La sinistra italiana, nel giro di pochi anni, è passata dall’essere guidata da quelli che da giovani guardavano Fonzie ad essere guidata direttamente da Fonzie.

Michele De Iuliis